L’Archivio digitale del Volto Santo (ARVO) come modello di ricerca multidisciplinare

ARVO è l’acronimo messo a punto nel 2013 per indicare l’Archivio Digitale del Volto Santo di Lucca. Si tratta di uno strumento in continua espansione che persegue la raccolta, la progressiva catalogazione e la pubblicazione del materiale prodotto sul Volto Santo di Lucca in relazione alla sua dimensione storica, alla sua leggenda e al suo culto.

Prima ancora di un archivio, però, ARVO è un progetto integrale di ricerca che nasce da un’idea sempre più diffusa nel campo delle scienze umanistiche e che, seppur con un certo ritardo, sta prendendo piede anche in Italia: quella della condivisione dei saperi. ARVO trova la sua ragione di esistere proprio nel principio della ricerca collettiva, nella divulgazione e nell’idea dell’Open Access, un protocollo a cui aderiscono un numero crescente di realtà culturali diffuse in vari campi della conoscenza. In altre parole ARVO costituisce un archivio di libero accesso a cui possono attingere ricercatori, studenti, studiosi, appassionati, istituzioni scolastiche e anche viaggiatori che seguono il filo conduttore del turismo culturale o del turismo religioso.

Proprio per la sua natura spiccatamente progettuale, ARVO è anche promotore di ricerca tant’è che proprio grazie alla sua attività è stata riportata alla luce una dimenticata opera dedicata al Volto Santo, Il calzare d’argento, composta da Ildebrando Pizzetti su libretto di Riccardo Bacchelli, che fu rappresentata al Teatro alla Scala di Milano il 23 marzo 1961 e oggi si può riascoltare tramite gli strumenti di ARVO. Sempre grazie ad ARVO è oggi possibile fruire delle immagini degli affreschi (1580 ca.) che decorano le pareti della cappella della Villa Buonvisi a Monte San Quirico: l’unico ciclo completo della leggenda del Volto Santo che sia giunto fino a noi.

Ilaria Sabbatini
Ilaria Sabbatini
SISMEL- LUMSA Libera Università Maria Santissima Assunta